Calendario del Cibo Italiano, Dolci cremosi, MTChallenge, Territorio

Bonèt in vasocottura

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Finalmente il Calendario del Cibo Italiano, ricomincia, questa volta targato MTChallenge, nuova veste, nuove ricette, e nuovi sapori, e noi con oroglio e impegno ci siamo anche per questo.17622059_10212902197260275_7865322327799405694_o

Io ho deciso di iniziare quest’avventura con il Bonet, un classico che non tramonta mai, ma per renderlo più “moderno” ho deciso di prepararlo in vaso cottura.

Il Bonet è un dolce tipico delle langhe del Piemonte, di cui si hanno notizie già nelle cronache dei banchetti nobiliari del XIII secolo.
Preparato con la stessa tecnica utilizzata per i budini e il crème caramel, il bonet originariamente non conteneva cioccolato.
Questo, infatti, è stato aggiunto alla ricetta originaria, oggi poco diffusa e chiamata “alla monferrina”, soltanto in seguito alla scoperta dell’America, quando il cacao venne introdotto in Europa.
In dialetto piemontese il termine “bonet” vuol dire cappello, e su questa corrispondenza si basano le due teorie sull’origine del nome di questo delizioso budino.
Alcuni linguisti, infatti, sostengono che “bonèt ëd cusin-a” (cappello del cuoco) fosse il nome dello stampo di rame a forma di cappello dove veniva preparato il dolce, mentre tra gli abitanti delle langhe è molto diffusa la teoria secondo la quale il nome derivi dall’usanza di consumare questa pietanza al termine del pranzo, proprio come il cappello viene posto in testa subito prima di uscire da un locale o da una casa dopo aver cenato.

 

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Ingredienti:
4 uova;
150 gr di zucchero
50 gr di cacao amaro
100 gr di amaretti
mezzo litro di latte
1 bicchierino di rum
1 bustina di vanillina
100 gr di zucchero per il caramello

Procedimento
In un bicchiere per mixer sbriciolate gli amaretti e riduceteli in polvere sottilissima, avendo cura di lasciarne alcuni da parte per la decorazione finale.
Montate a crema le uova, unite gli amaretti ridotti in polvere, la bustina di vanillina e il cacao amaro setacciato (per evitare che si formino i grumi).
Una volta ben mescolato, lasciate riposare e nel frattempo mettete a scaldare in un pentolino il latte, senza farlo bollire. Quando il latte sarà tiepido, unitelo lentamente agli altri ingredienti, aggiungete il bicchierino di rum mescolando il tutto accuratamente dall’alto verso il basso.
Non vi preoccupate se il preparato sarà piuttosto liquido, è esattamente così che dev’essere.A questo punto prepariamo il caramello.
Vi serviranno solamente lo zucchero, un cucchiaio di legno e un pentolino, meglio se dal fondo piuttosto spesso. Versate lo zucchero nel pentolino e fatelo cuocere a fuoco abbastanza vivace, mescolando continuamente. Appena lo zucchero si cristallizzerà, abbassate la fiamma continuando a mescolare finché lo zucchero non si trasformerà in caramello.

Una volta pronto, prendete uno stampo per dolci (va benissimo uno stampo da plumcake) e foderatelo col caramello preparato,  io ho utlizzato dei vasi di vetro adatti alla vasocottura.

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La vasocottura è una tecnica culinaria che è sempre esistita ma che solo in questi ultimi tempi è tornata di gran moda. Consente di fare una cucina sana e di effetto, è un metodo di cottura ispirato alle classiche conserve.
In sostanza, per cucinare nei vasi si procede proprio come per la marmellata: si mettono all’interno del vaso tutti gli ingredienti, si chiude e si cuoce nel microonde a media potenza, oppure sui fornelli a bagnomaria (avendo cura di mettere uno strofinaccio tra i barattoli ), o ancora nel forno ventilato (da 60° a 150°) con dell’acqua.

Riporre i vasetti dentro ad una pentola, riempire d’acqua bollente in modo da coprire i vasi per 3/4.
Far sobollire per circa 35-40 minuti.
Quando noterete che il dolce comincia a staccarsi dalle pareti dello stampo, la cottura sarà terminata.

Togliete i vasetti dalla pentola e lasciar raffreddare a temperatura ambiente.
Decorare con il caramello e degli amaretti sbriciolati.
Prima di servire lasciate riposare per almeno 3 ore in frigorifero.

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5 Responses

  1. La vasocottura è una tecnica che mi affascina e mi riprometto sempre di sperimentare. Per ora i miei bonet sono sempre stati cotti in maniera tradizionale, ma credo proprio che la prossima volta mi lancerò!

  2. come giorgia.
    ma il solo pensiero di non avere l’ansia di dover sformare, gia’ mi fa propendere per questa tecnica 🙂
    Complimenti!

  3. Mi piace la vasocottura ed il bonet è una preparazione che si presta bene. Brava, un’ottima realizzazione.

  4. Devo fare outing… il Bonèt non mi è mai piaciuto particolarmente, questo tuo però m’incuriosisce parecchio e chissà mai che non scocchi la scintilla. Brava!

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