Formaggi, Primi piatti, Territorio, Tradizione, Verdure

Zuppa di cipolle con Pecorino Riserva del Fondatore

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Questa storia ha inizio nel settembre del 2015 quando, grazie ad un Blog Tour organizzato da AIFB, ho conosciuto Il Fiorino, il primo caseificio che visitavo, in una terra che ho sempre amato, la toscana del sud, credo che siano stati proprio loro a far esplodere in me questa passione sfrenata per i formaggi. Passione che sto coltivando con studio e assaggi.

Un piccolo borgo medievale, Roccalbenga, ospita questa struttura, da dove escono formaggi pecorini pluripremiati.

Ma procediamo con ordine.

Mi definisco una vagabonda, mi piace girare e scoprire paesi, terre, prodotti, tutto quello che c’è da visitare ed assaggiare mi entusiasma, ma con il passare degli anni, con gli impegni di lavoro e famiglia si tende a fermarsi un po’ più a casa.

Casa, ma che vuol dire effettivamente casa? Dove si considera casa?

Per molti è dove si paga il mutuo…è vero !!

Per me invece ha molti significati, ma soprattutto tre sono i luoghi che io considero casa. Ed ecco perché per il Contest Il Fiorino, ho deciso di dedicare un piatto ad ognuno dei mie luoghi del cuore.

Ma perché proprio i formaggi del Fiorino? Ebbene quando entrai nel loro caseificio mi cominciai ad appassionare a tutto quello che era formaggio. Formaggio fatto con il latte migliore e curato nei più piccoli dettagli, seguendo per ogni fase un rigido disciplinare.

Formaggi studiati, che in ogni forma prodotta raccontano il lavoro, la passione che Angela e Simone e tutto il loro staff impiegano per produrre non delle semplici forme ma delle forme che possano ispirare, trasportare, far ricordare sentori di prati, frutta secca, latte e casa.

Si perché molto del gusto, del profumo di questi pecorini non sarebbero gli stessi se non avessero alle spalle il lavoro di Duilio, fondatore dello storico caseificio, che ha poi tramandato tutto il suo sapere alla figlia Angela e al marito Simone, che hanno portato il Caseificio ad essere premiato a qualsiasi manifestazione partecipano. E così le piccole di casa stanno ereditando dai genitori questa passione.

É stato quindi facile per me associare i pecorini del Fiorino ai miei piatti dedicati ai miei luoghi di cuore.

Ma ancora non vi ho detto quali sono queste case.

Un viaggio attraverso gusti e sapori che si snoda dalla Francia, alla Sardegna, passando per la Toscana e finendo in Veneto.

Ebbene qui parliamo di Francia, ma non di Parigi, ma della Francia del sud-ovest un piccolissimo paese sulla costa atlantica chiamato La Hume dove mia sorella ha comprato casa ed io appena riesco mi rifugio.

Zuppa di cipolle pecorino riserva del fondatore

Una piccola realtà immersa nella campagna della regione della Gironde che si affaccia sull’oceano atlantico, un profumo di mare inconfondibile, di ostriche, di meravigliosi vini e di stupendi formaggi.

Entrambe appassionate di tutto quello che è cibo e vino, quando siamo insieme ne approfittiamo per metterci ai fornelli a sperimentare qualche piatto, ma girovaghiamo la regione alla ricerca di formaggi, vini, carni, ecc da assaggiare.

Quindi dedicato a questa piccola realtà francese oggi ho deciso di preparare uno dei piatti francesi più famosi la soupe d’oignons, arricchita da Pecorino Ricerva del Fondatore e da un prodotto che ho scovato nel mio girovagare La Cipolla di Sermide mantovana, un prodotto quasi del tutto estinto, ma di questo vi parlerò in un altro post.

la cipolla dorata è probabilmente la cipolla più versatile in cucina, si presta alla cottura, che la rende via via più dolce e morbida.

Per far spiccare ancora di più la dolcezza della cipolla ho deciso di abbinare il pecorino Riserva del Fondatore, la sua pasta compatta bene si presta ad essere gratinato leggermente in forno risaltando il suo sapore ampio e deciso.
La nota di croccantezza è data dal pane casereccio.

Quando fu una toscana a cambiare le carte in tavola

Forse ai puristi francesi non piacerà saperlo, ma celebri ricette protagoniste della loro tradizione culinaria, come la béchamel (besciamella), il canard à l’orange (anatra all’arancia), la soupe d’oignons (zuppa di cipolle) o le crêpes sono figlie della Toscana.
Il merito del loro arrivo oltre le Alpi è stato di una grande regina, passata alla storia come Caterina de’ Medici.

Giovanissima aveva compiuto da poco quattordici anni, quando papa Clemente VII la dette in sposa  ad Enrico d’Orleans, matrimonio, come si direbbe ora, sicuramente politico per portare a termine alcune operazioni riguardanti lo Stato del Vaticano, Firenze e i rapporti dei Medici con gli Orleans.

La duchessina, divenuta regina nel 1547, non si distinse a corte per bellezza ma per la sua grande cultura, che trasmise ai suoi figli e a sua nuora Maria Stuarda, e la sua passione per l’arte, l’architettura e i libri, motivi per cui godeva della stima e dell’amicizia del suocero, il re Francesco I, che amava i balli in maschera (la stessa sovrana ereditò questa passione).

Promosse la costruzione di grandi palazzi, come quello delle Tuileries e l’Hôtel de la Reine, nonché la realizzazione di giardini all’italiana, dipinti, lavori al Musée du Louvre e abbellimenti a palazzo: questi sono alcuni dei motivi per cui venne chiamata regina mecenate.

Caterina che ovviamente veniva da una delle corti più ricche d’Italia, insieme alla sua preparazione, volle con sè a Parigi i suoi cuochi, influenzandone così la gastronomia, già forte di una solida tradizione.

Con l’arrivo di Caterina in terra di Francia arrivò anche il suo seguito, ed insieme a loro giunsero gli aromi e i profumi della cucina toscana, la zuppa di cipolle diventò  quindi Soupe d’oignons.

La tavola della regina era apparecchiata con tovaglie damascate, i piatti venivano cambiati tra una portata e l’altra e, grande innovazione, si mangiava con la forchetta, che aveva origine veneta. Dolce e salato erano divisi, i pasti erano accompagnati dalla musica e, per la prima volta su una tavola francese, si potevano mangiare broccoli, asparagi, piselli, pomodori e i prediletti della regina, i carciofi, i quali si diceva che le provocassero una “pericolosa digestione”. Vennero introdotti la pasta, i sorbetti di frutta e lo zabaione.

Ecco quindi che questo piatto riassume Toscana, Francia, ed un piccolo pezzettino di Veneto… questo piatto riassume me, i miei gusti e le mie passioni.

Ingredienti per 4 persone

4 cipolle grosse ramate
1 patata grossa (anche due)
50 gr di burro
1,5 lt. di brodo vegetale
pane casalingo raffermo
noce moscata
pepe, sale
olio extra vergine di oliva Garda Dop Frantoio Redoro
100 gr di pecorino Riserva del Fondatore Caseificio Il Fiorino

Esecuzione

Tritare finemente le cipolle, metterle in un tegame fondo con il burro e poco olio.
Farle ammorbidire tenendole coperte e rigirandole spesso con un cucchiaio di legno.
Quando avranno fatto l’acqua e saranno insaporite, aggiungere le patate a tocchetti piccolissimi, il brodo caldo e lasciare cuocere a lungo.
A parte arrostire delle fette di pane casalingo raffermo e adagiarlo in un tegame da forno, facendo un primo strato di brodo, pane e molto pecorino grattato, poi ancora pane e ancora brodo e pecorino; passare in forno caldo per cinque minuti e servire.

 

Con questa ricetta partecipare al Contest Indetto da AIFB e Caseificio il Fiorino, “Il Fiorino, le tue idee in cucina, il tuo blog”

Contest Caseificio il Fiorino

 

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