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La pasta che si crede una pappa al pomodoro

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Questa è la storia di una pasta che si credeva una pappa al pomodoro.

Non sono impazzita, l’idea mi è venuta dopo averne scartate circa una decina, causa i limiti imposti dal contest che ci obbliga così a sperimentare e cercare soluzioni nuove.
Cosa c’è di meglio di una ricetta semplice per esaltare la qualità dei prodotti?
La pasta non ha bisogno di presentazioni, è il piatto principe delle tavole italiane.
Il pomodoro non è un prodotto originario americano, arriva in europa dopo la scoperta dell’america.
E’ nel sud dell’Italia che trova la sua zona di massima espressione.

Devo essere sincera, non consumo molta pasta al pomdoro, la snobbo per così dire, niente di più sbagliato.

Quindi per farmi perdonare dalla pasta e dal pomodoro, ho pensato ad una ricetta che potesse esaltare la dolcezza e l’acido del pomodoro, il colore intenso, e  la consistenza di una pasta di grano duro.
Ecco che è nata l’idea della pasta in crisi di identità che si crede una pappa al pomodoro.

Non ho mai preparato la pappa al pomodoro non è proprio un piatto veneto, ma in una mia recente gita in toscana ho avuto modo di provarla e me ne sono innamorata.
Ovvio che i prodotti utilizzati devo essere al top.

E per non farci mancare nulla ho voluto provare la vasocottura.

Ma che cos’è ?
E’ una tecnica culinaria che è sempre esistita ma che solo in questi ultimi tempi è tornata di gran moda. Consente di fare una cucina sana e di effetto, è un metodo di cottura ispirato alle classiche conserve.
In sostanza, per cucinare nei vasi si procede proprio come per la marmellata: si mettono all’interno del vaso tutti gli ingredienti, si chiude e si cuoce nel microonde a media potenza, oppure sui fornelli a bagnomaria (avendo cura di mettere uno strofinaccio tra i barattoli ), o ancora nel forno ventilato (da 60° a 150°) con dell’acqua.

Al terzo tentativo ho ottenuto un risultato discreto.

Ingredienti
500 ml di brodo vegetale arrichito di polpa di pomodoro
200 gr di pasta secca i grattini (rigorosamente senza uovo)
200 gr di Rugiadosa Bio Mediterranea Belfiore
1 cucchiaio di salsa di soia
2-3 foglie di basilico
1-2 Filetti di pomodoro Sapori del Cuore Mediterranea Belfiore

Procedimento
Preparare il brodo vegetale classico, aggiungere 3 cucchiaio di pomodoro.
Quando il brodo bolle, aggiungere la salsa di soia e la pasta, far cuocere per metà del tempo indicato sulla confezione, regolando di sale e pepe.
In un vaso adatto alla cottura a bagnomaria travasare il composto di brodo e pasta, tappare il vaso.
In una casseruola, aggiungere acqua bollente, inserire il vaso in modo che l’acqua arrivi a 3/4.
Terminare la cottura della pasta a bagnomaria.
Una volta cotta, stappare il vaso decorare con filetti di pomodoro e del basilico.

 

Con questa ricetta partecipo al contest In Cucina con il Cuore: Pomodoro e Pasta 2.0 dell’azienda Mediterranea Belfiore e ringrazio Cristina di PoveriMaBelliEBuoni per l’invito.

 

4 Responses

    1. Grazie Sabrina, è stata una sorpresa ma sono contentissima, soprattutto perchè conoscerò di persone altre food blogger e sarà una bellissima esperienza.
      Ciao
      Erica

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