MTChallenge, Primi piatti, Tradizione

Semplicemente gnocchi al ragù della nonna

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Quando Annarita del blog Il Bosco di Alici vincitrice della sfida n. 58 di MTChallenge ha proposto come sfida per il mese di settembre gli gnocchi ero felicissima.
Una sfida che ho fortemente voluto…ma perchè ?
Per sbizzarrirmi con accostamenti incredibili o improbabili, far volare la fantasia e usare farine “strane”  direte voi.

No dico io, volevo gli gnocchi per poter dedicare questa preparazione a mia nonna.
Donna tutta di un pezzo, ha cresciuto 5 figli e 6 nipoti a più riprese.
Ha dedicato la sua intera vita al lavoro e alla famiglia che ne è ancora oggi la spina dorsale.
Ormai non prepara più tanto spesso gli gnocchi, ma quando lo fa è sempre bravissima.
Noi nipoti siamo scresciute avendo davanti la sua figura autoritaria e dolce.
Da lei ho preso la mia passione per la cucina, l’amore per il ragù che sobbolle 4 ore sul fuoco, la pasta fatta in casa la domenica mattina dopo la messa delle 9.0 e immancabili gli gnocchi del giovedì.

 

Tutti nel quartiere sapevano che il giovedì la nonna faceva gli gnocchi in quantità industriale.
Finita la scuola come al solito si andava a pranzo da lei ed alla fine dei conti seduti attorno alla tavola ogni giorno c’erano 7 perosne affamate.

Al giovedì mattina presto andava al mercato e si raccomandava che le patate fossero da gnocchi.
I round per la preparazioni degli gnocchi erano 2, 1 amattino per il pranzo e 1 al pomeriggio per potermi permettere di fare gli gnocchi insieme a lei, ma anche perchè nel pomeriggio passava mio zio Gilberto a prendere la “dose” per la sua famiglia e mia mamma per la dose sua e di mio papà, che poi naturalmente diventava una seconda dose anche per me e mia sorella.

Durante il pomeriggio sotto i suoi occhi attenti cuocevo le patate, le schiacciavo e aggiungendo la farina pian piano in base a quanto le patate “chiamavano” preparavo gli gnocchi.
Ovviamente con le righe fatte rigorosamente con i rebbi della forchetta, rituale che anch’io seguo alla lettera.

Il condimento degli gnochi era sempre e solo il ragù di carne.
Come condimento finale un mix di parmigiano reggiano, zucchero e cannella, rendeva il piatto veramente irresistibile.

Grazie Annarita per questa sfida, perchè ho potuto dedicare questo piatto a mia nonna che tanto mi ha insegnato in cucina, la tua ricetta è proprio la ricetta della nonna, senza uovo solo ed esclusivamente patate e farina…ma patata buone.

 

Nonna sei stata un modello per me,  questi sono per te.

Patate rosse 600g
Farina 00 180 g
Sale

Per il ragù
Macinato di manzo e maiale 500g
Concentrato di pomodoro un vasetto
Vino rosso mezzo bicchiere
Cipolla1
Carota1
Sedano 1
100 gr di parmigiano reggiano grattugiato
50 gr di zucchero
1 cucchiaino di cannella

Procedimento
Per il ragù fare il soffritto con le verdure sminuzzate, poi aggiungere
la carne di manzo tritata e rosolarla per alcuni minuti. Sfumare con il
vino. Aggiungere il concentrato di pomodoro, aggiustare di sale e pepe
poi far cuocere per almeno 3 a fuoco bassissimo.

 

Lavate le patate e mettetele intere e con la buccia a cuocere  in acqua fredda. Scegliere patate delle stesse dimensioni in modo da avere una cottura uniforme. Dopo circa 30/40 min (dipende dalla pezzatura) saranno pronte. Potete anche usare la pentola a pressione dimezzando i tempi.
Appena pronte scolatele e privatele della buccia. Passatele al passaverdure o allo schiacciapatate direttamente sul piano da lavoro. Allargare le patate schiacciate con un tarocco in modo da far uscire tutto il vapore residuo. A questo punto aggiungere il sale e la farina poco per volta e iniziare a impastare. E’ bene impastare il meno possibile altrimenti gli gnocchi diventeranno duri. La farina dovrebbe essere il 25% – 30% rispetto alle patate ma come dicevo sopra può dipendere da molti fattori.
Meno farina richiedono le patate e meglio è, gli gnocchi saranno più morbidi.
Una volta formata una pagnotta tagliatene dei pezzi con i quali ricavare dei filoncini che allungherete con le mani, facendoli roteare sulla spianatoia fino allo spessore di circa 1.5 cm poi tagliateli in gnocchi di circa 2 cm. Passate ogni gnocco sui rebbi di una forchetta, esercitando una certa pressione farli scorrere dal basso verso l’alto oppure usare un riga gnocchi, in questo modo assumono la caratteristica rigatura e si formerà l’incavo che accoglierà il sugo.
Non li infarinate troppo altrimenti risulteranno appiccicosi, eventualmente usate della farina di riso che in acqua si scioglie completamente.
Cuocerli subito in acqua bollente salata pochi alla volta, appena risalgono in superficie sono pronti per essere conditi con il sugo.
Spolverare il piatto di gnocchi con il mix di parmigiano, zucchero e cannella.

 

Con questo piatto partecipo alla sfida n.59 di MTChallenge.

http://www.mtchallenge.it/2016/09/05/mtc-59-la-ricetta-della-sfida/

10 Responses

  1. Mi piace il tuo racconto, anche per me gli gnocchi si legano alla mia. E appena ho visto la foto mi son detta: occhielli conditi col ragù che ti vien voglia di prenderli uno ad uno e ripulire il piatto, lasciandolo bello pulito. Un po' come avrai fatto tu da bambina. Gnocchi dei ricordi I love you

    1. Ciao Marina, è esattamente quello che facevo da bambina….ma anche ora !
      Grazie infinite
      Ciao Erica

  2. Questa sfida è dedicata solo a loro, le nostre nonne, e beato chi può dire di averle ancora vicine, perché se ci sono persone che mi mancano in questa vita, sono proprio loro. Ed un piatto come questo non potrebbe che rendere orgogliosa qualsiasi nonna.
    Vorrei essere a pranzo da te. Ho detto tutto.

    1. Grazie Patrizia, fortunatamente entrambe le mie nonne erano ottime cuoche, da loro ho imparato molto. Ci sono ancora ma non cucinano più e quando posso cucino io per loro.
      Grazie infinite.
      Erica

  3. Le nonne rimarranno sempre nei nostri gesti e quale miglior modo di omaggiarle, la tua sarebbe orgogliosa di te e io mi mangerei volentieri un piattino di questa semplice meraviglia

    1. Grazie Lara sei gentilissima, ho portato un bel piatto a mia nonna e la risposta è stata….si sono buoni….quindi missione compiuta !!
      Un abbraccio Erica

  4. ed io che ho pianto nel leggere solo la parola nonna…io che ho dedicato il blog ed il mio libro a lei…. non ho parole
    per me un 'emozione solo a vedere la foto .
    bellissima complimenti

    1. Grazie mille per i complimenti, ti confesso che ho dovto fermarmi più volte finchè scrivevo il post perchè mi scendevano le lacrime…quindi ti capisco !!!
      Magari anch'io un giorno le potrò dedicare un libro chissà….
      Ciao grazie Erica

  5. Quanto avrei voluto una nonna così, miè sempre mancato non vivere la mia infanzia con una nonna. Questi racconti mi fanno sempre emozionare tanto. Belli e pieni d'amore questi gnocchi della nonna. L'utilizzo dello zucchero e della cannella mi ha stuzzicato la curiosità. Brava.

    1. Cara Annarita, quando hai proposto gli gnocchi non potevo non farli che così, come li fa ancora oggi mia nonna, con lo zucchero e la cannella….e con tutto l'amore che ogni nonna sa mettere in tutto quello che fa.
      Io ho avuto la fortuna di vivere la mia intera vita con nonne e nonni e sono insostituibili.
      Grazie e ancora grazie che mi hai dato la possibilità di raccontare questa parte della mia vita che amo molto.
      Un abbraccio Erica

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