Torte biscotti dessert, Tradizione

Sbrisolona in veneto

Sbrisolona1

 

 

Non è solamente l’orgoglio Veneto che ci fa dire che la storia della Sbrisolona iniziò prima con la Fregolota in Veneto.
La Sbrisolona, dolce tipico delle terre che videro come padroni e Signori I Gonzaga e la loro discendenza per molti secoli.

La Sbrisolona dolce tipico non solo a Mantova, centro della Signoria e del Ducato dei Gonzaga ma giù fino al nord ovest dell’Emilia, nel Ducato di Guastalla, nella meravigliosa città di Parma)
Oggi nel calendario del cibo Italiano AIFB, è la giornata della Sbrisolona , dolce tipico che ben ci verrà raccontato dall’ ambasciatrice Laura Bartolini, leggete qui il suo post.
Intanto, l’amica Paola Sartori ed io da brave Venete o meglio da brave discendenti della Serenissima
😉 ci arroghiamo il diritto di dirvi che la Sbrisolona prima era una Fregolota….

Un giorno di tanti secoli fa un mercante della Serenissima partì dalle sue terre di Castelfranco Veneto con un bel carro trainato da cavalli ricco di stoffe, spezie provenienti dai mercati orientali, farina di mais e un bel cesto pieno di cose buone preparate dalla moglie, tra cui una bella fregolota e qualche bottiglia di Torcolato.
Strada facendo il mercante Veneto si centellinava la Fregolota, spezzandone piccoli “pezzi di bricioloni”, e li intingeva in un buon bicchiere di Torcolato, un buon vino della sua (nostra) terra, prodotto dalle uve Vespaiolo bianche appassite.
Una volta arrivato al Ducato di Gonzaga, fece grandi affari, vendette tutta la mercanzia che si era portato.
Felice degli affari conclusi , offerse a tutti il buon Torcolato con la Fregolota della moglie.

Il destino volle che passasse in quel momento il cuoco pasticciere dei Gonzaga, che volle assaggiare queste “Sbrisole”di dolce e se ne innamorò.
Chiese la ricetta e volle rifarla a modo suo ai suoi Signori, non disse però che la ricetta era di una casalinga Veneta moglie del mercante, ma disse che era sua invenzione e la chiamò Sbrisolona .. sempre da fregola-briciola deriva 😉

Ecco perchè i Mantovani pensano che la Sbrisolona sia una loro tradizione 😉
Forse il mercante non era partito con il cavallo ma con il Bucintoro, battello fluviale per la navigazione ….a quel tempo si percorrevano più i fiumi che le strade 😉
Potrebbe esserci anche un altra versione del perchè la fregolota è diventata Sbrisolona …ora ve la racconto.
Capitò che Eleonora Gonzaga sposata in Asburgo passando per le terre venete per andare a passare il Natale con la famiglia d’origine, ospite di una ricca famiglia Veneta in una delle meravigliose Ville sparse nel nostro territorio, assaggiasse la Fregolota, tanto le piacque che la volle portare alla famiglia in quel di Mantova e così inizia la storia della Sbrisolona…

Insomma cambiano i tempi, cambiano i gusti ma rimane sempre la voglia di condividere le cose buone con chi si ama 😉 ….per questo questa storia l’abbiamo voluta a 4 mani !

“Le storie sono libere interpretazioni della sottoscritta leggendo “La Cucina Vicentina” di Amedeo Sandri e Maurizio Falloppi e molti altri libri che parlano della storia degli Italiani a tavola”

 

Ingredienti per 6 persone
200 gr di Mandorle dolci
200 gr di Farina 00 ( si può anche fare 100 farina 00 e 100 farina di mais Maranello versione molto sottile )
200 gr di zucchero semolato
1 grosso uovo ed un tuorlo ( di una gallina felice e non sfruttata)
50 gr Panna liquida freschissima
1 noce di burro per la teglia
una presa di sale
una stecca di vaniglia

Preparazione
Vi è chi preferisce sbollentare le mandorle e pelarle, la nostra versione no.
Un tocco quasi magico a questo dolce sarebbe dato dall’aggiunta di due o tre mandorle amare all’impasto al quale conferiscono un inconfondibile aroma.
Passate in un telo inumidito le mandorle, tritatele grossolanamente,
poi mescolatele alla farina, allo zucchero ed ad un pizzico di sale.
Fate la fontana e mettetevi al centro l’uovo intero e il tuorlo, l’interno della stecca di vaniglia e la panna fatta cadere a grosse gocce in modo che si formino i fregolotti, cioè grossi bricioloni che si disporranno in una teglia larga e bassa , precedentemente imburrata.
Tenete presente che lo spessore del dolce deve risultare alla fine di circa un centimetro e non di più.
Mettete il recipiente in forno già caldo a 190° per circa 40 minuti o poco meno, sino a quando cioè la torta sarà diventata in superficie di un bel colore nocciola.
Levatela allora dal forno e lasciatela intiepidire nella teglia, prima di staccarla molto delicatamente ed appoggiarla su una gratella a raffreddare.

Gustatela con un buon Torcolato doc oppure con Un fiore D’arancio delle colline Euganee

6 Responses

    1. Ciao Laura, hai perfettamente ragione, con pochi ingredienti un dolce favoloso. Grazie alla prossima Erica

  1. Ma si, potrebbe proprio essere andata così …. la bontà non ha confini! come la vostra stupenda fregolotta e i meravigliosi racconti che la circondano!

    1. Hai proprio ragione, di storie ce ne sono tante l'importante che ci abbia regalato questo meraviglioso dolce. Ciao alla prossima Erica

  2. E' sembre bello leggere le storie dell'origine di ricette tradizionali che si sono affermate per un modo o per l'altro. Ed è chiaro che non sempre è facile risalire all'origine storica precisa e ci sono diverse storie, tutte verosimili.

    1. Proprio vero, anche perchè noi di storie legate a piatti tradizioni ne abbiamo tantissime ed ogni regione cerca di "impadronirsene". E' bello conoscere le differenze tra regione e regione. Ciao alla prossima Erica

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